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Varie - Le allergie e le intolleranze alimentari

 Già nell'antichità medici come Ippocrate (460-370 A.C.) e Galeno (131-210
  D.C.) curavano l'allergia alimentare. Attualmente il problema ha una maggiore
  rilevanza anche a causa della progressiva diminuzione degli allattati al seno
  e l'inizio parallelo delle produzioni di latte animale per l'alimentazione del
  bambino.
  Le prime documentazioni di allergia si riferiscono ai primi decenni di questo
  secolo relativamente alle proteine del latte e dell'uovo; successivamente sono
  state dimostrate allergie ed intolleranze ai più svariati alimenti.
  Le manifestazioni di allergia e intolleranza agli alimenti sono state
  osservate con maggiore frequenza nei paesi a più elevato tenore di vita in
  conseguenza al maggiore uso di alimenti di produzione industriale.
  I fattori scatenanti sono rappresentati nella maggior parte dei casi da
  alimenti ma spesso è in gioco un’allergia agli acari della polvere.
  Le manifestazioni cliniche fanno il loro esordio verso il terzo mese di vita
  con eritema roseo, pruriginoso che assumerà poi un aspetto eczematoso con
  fissurazioni superficiali e formazione di croste. L’eczema inizia dal cuoio
  capelluto (crosta lattea) e dalle guance per poi estendersi alle superfici
  flessorie dei polsi e gomiti, ai genitali, a mani e piedi.

  
  L'allergia alimentare rappresenta l'effetto che hanno sul nostro organismo le
  sostanze contenute nei cibi che fanno parte della nostra dieta abituale,
  compresi quegli alimenti che assumiamo occasionalmente. 
  Parlare di allergia significa parlare di una sintomatologia scatenata entro
  pochi minuti dall'assunzione di un determinato alimento o gruppo di alimenti
  (da 2-3 minuti a 30-120 minuti), la quale mette in azione il nostro sistema
  immunitario.
  L'allergia alimentare è mediata immunologicamente e i sintomi sono scatenati
  dall'assunzione anche di piccole quantità dell'alimento responsabile.

  
  L'Intolleranza alimentare invece agisce in relazione alla quantità di alimenti
  non tollerati ingeriti e con un fenomeno di accumulo di cosiddette "tossine"
  nell'organismo, tale fenomeno determina l'insorgere di sintomi spesso
  sovrapponibili a quelli delle allergie, ma che se ne differenziano in quanto
  non interessano il sistema immunitario. Per migliorare il gusto, l'aspetto e
  la conservazione dei cibi, questi vengono addizzionati con sostanze
  particolari (conservanti, coloranti, antiossidanti, sapidificanti).
  Le sostanze aggiunte (additivi), come pure gli alimenti stessi possono essere
  causa di manifestazioni a carico sia degli organi interni, per esempio a
  livello dell'intestino ed anche all'esterno a carico della pelle.
  Gli eventi organici che accadono a seguito all'ingestione di cibi vengono
  generalmente definiti con il termine di  “reazioni avverse agli alimenti” e
  comprendono tutti quegli effetti indesiderati che vengono determinati
  dall'assunzione di cibi, con additivi e/o contaminanti L'intolleranza
  alimentare è sempre legata alla quantità di alimento assunto, quindi
  dose-dipendente ed è determinata da  particolari molecole che sono
  farmacologicamente attive e che sono presenti negli alimenti, oppure per
  disfunzioni dell'apparato digerente (per cui risulta utile trattare questi
  disturbi con l'Agopuntura) ad un disturbo della digestione o delle catene
  enzimatiche devolute all'assorbimento attivo dei principali costituenti
  alimentari.
  Negli ultimi decenni (circa dal 1940) queste reazioni sono divenute via via
  più frequenti, anche perché molte sono state le variazioni che si sono
  verificate nell'ambito delle abitudini alimentari, con particolare riguardo
  nel nostro mondo occidentale.
  Uno dei cambiamenti che assumono maggiore importanza è rappresentato dalla
  minore incidenza della frequenza dell'allattamento al seno materno: infatti
  sostituire il latte materno con altro latte di origine animale o vegetale,
  proprio perché nei primi mesi di vita l'apparato gastroenterico del neonato
  non ha ancora raggiunto la sua piena maturità funzionale, può creare le
  premesse per una sensibilizzazione nei confronti di antigeni alimentari.
  Inoltre l'uso indiscriminato di insetticidi, diserbanti e fitofarmaci
  impiegati nella coltivazione di prodotti alimentari, spesso provoca reazioni
  organiche spiacevoli.
  Un uso eccessivo di additivi alimentari o mangiare quantità esagerate di cibi
  esotici, contro i quali il nostro organismo non ha potuto sviluppare eventuali
  meccanismi di difesa, può certamente peggiorare ulteriormente la situazione.
  Oggi possono essere fatte analisi chimiche piuttosto sofisticate degli
  alimenti che, insieme ad una maggiore conoscenza dell'apparato
  gastrointestinale e a metodiche diagnostiche specifiche nella pratica clinica,
  permettono di fare una maggiore chiarezza sui meccanismi che sono alla base
  delle reazioni avverse ai cibi.
  In generale si può affermare che esistono almeno tre tipi di reazioni avverse
  alimentari:
    reazioni allergiche propriamente dette dovute a meccanismi immunologici e
    dose-indipendenti (mediate dalle Ig E ed IgG;

    reazioni da intolleranza da deficit enzimatici (es. deficit di lattasi con
    intolleranza al latte);
      
    reazioni pseudoallergiche dovute a meccanismi extraimmunologici e
    dose-dipendenti (farmaci e alimenti liberatori di istamina).


  Un’altra classificazione di reazione avverse alimentario che comunemente viene
  riscontrata in letteratura medica è la seguente:
  
  Reazioni tossiche e prevedibili, che possono interessare ogni individuo,
  perché sono dovute alla presenza di sostanze tossiche naturali negli alimenti,
  o di tossine prodotte da batteri o funghi che hanno contaminato gli alimenti
  stessi durante le lavorazioni della catena alimentare, che, come è noto, 
  comprende varie fasi: produzione, lavorazione, conservazione e trasporto.
  Queste reazioni sono intimamente correlate non solo con la dose ma anche con
  la particolare azione tossica della sostanza stessa.
  Esempio di queste reazioni sono le intossicazioni da funghi velenosi, le
  gastroenteriti causate da tossine batteriche contenute in alimenti avariati
  (botulino) oppure le manifestazioni nervose dovute ad intossicazioni alcoliche
  o da caffeina
  
  Reazioni non tossiche e non prevedibili, che interessano solo alcuni soggetti
  sensibili e possono essere suddivise in allergia alimentare e intolleranza
  alimentare.
  Una vera allergia alimentare è frequente soltanto nella prima infanzia.

  L'allergia al latte vaccino o all'uovo si riscontra all'incirca nel 5% dei
  bambini di età inferiore ai 2 anni. Si osserva poi una graduale riduzione
  spontanea dell'allergia fino ad assumere, verso i 10 anni, la frequenza
  analoga a quella dell'adulto.
  Nell'adulto l'allergia alimentare è molto meno frequente (1%), e gli alimenti
  più coinvolti sono di origine vegetale (frutta e verdura); queste forme si
  osservano spesso in pazienti affetti da pollinosi, causa della frequente
  cross-reattività tra pollini e alimenti vegetali. L’allergia alimentare si
  caratterizza per una grande variabilità delle manifestazioni cliniche.
  I cibi, stimolando la produzione di Ig E specifiche verso gli antigeni
  proteici, determinano la comparsa di sintomi polimorfi che coinvolgono diversi
  organi.
  Una particolare forma di anafilassi è quella da esercizio fisico che si
  determina dopo attività fisica ed è spesso correlata all’assunzione di
  determinati cibi entro due ore dall’esercizio fisico; gli stessi alimenti
  senza successivo sforzo non provocano reazione.
  La reazione più grave ma rara, è lo shock anafilattico che può essere
  innescata anche da quantità minime dell’alimento; è una reazione sistemica
  grave ed un’emergenza medica i cui sintomi possono avere un esito anche
  mortale se non si tratta tempestivamente.
  Gli alimenti, stimolando la produzione di IgE specifiche verso antigeni
  proteici determinano la comparsa di manifestazioni cliniche polimorfe che
  coinvolgono diversi organi.
  Le reazioni più frequenti coinvolgono il cavo orale e il canale digestivo in
  genere, ma possono verificarsi sintomi anche a carico di altri organi
  bersaglio come la cute e o l’apparato respiratorio.
  La conseguenza più temibile dell’allergia alimentare è l’anafilassi che in
  alcuni casi può essere scatenata anche da quantità minime di alimento.
  Le manifestazioni cliniche possono essere divise in due categorie:
    IgE mediate (meccanismi immunitari)
    non IgE mediate (meccanismi non immunitari)
    
  
  Sindrome orale allergica

  E' contraddistinta da sintomi che riguardano soprattutto il cavo orale. Nel
  soggetto sensibile appaiono entro pochi minuti o al massimo entro un’ora dal
  contatto con il cibo. Sono rappresentati da prurito pungente dell'orofaringe,
  comparsa di papule-vescicole nella mucosa ed edema delle labbra.
  Se il paziente ingerisce l’alimento possono comparire altri sintomi, come
  orticaria, diarrea, vomito. I cibi che più frequentemente causano questa
  sindrome sono la frutta e le verdure crude.

  
  Gastroenteropatia Acuta
  Se il paziente ingerisce l’alimento, a dispetto delle reazioni locali, possono
  comparire manifestazioni da contatto con la mucosa gastrointestinale quali
  diarrea e vomito o reazioni sistemiche che vanno dall’orticaria all’edema
  della glottide. (diarrea, distensione addominale, sindrome peritoneale o
  subocclusiva a regressione spontanea in meno di 24 ore)


  Sindrome Orticaria - Angioedema
  E' certo che orticaria acuta e angioedema siano tra i sintomi più comuni delle
  reazioni da alimenti. Gli alimenti maggiormente responsabili nell’adulto sono
  i pesci, molluschi, frutta secca in generale e arachidi e nei bambini anche
  latte e uova.


  Manifestazioni Respiratorie
  Non sono frequenti e comprendono rinite (talora associata a congiuntivite,
  sinusite e otite media sierosa) o da asma bronchiale. L’asma da alimenti può
  essere causata da meccanismi immunologici ed extra immunologici e l’allergia
  IgE mediata è meno comune dell’intolleranza come causa scatenante di asma.
  La maggior parte dei casi di asma indotta da cibo, possono essere osservati
  nella prima infanzia e possono quindi essere spesso dovuti all’allergia al
  latte, anche se paiono in aumento i casi di bambini allergici all’uovo, farina
  ed arachidi.
  L’asma può presentarsi anche inseguito all’inalazione di alcuni alimenti come
  farina, soia, spezie, bianco d’uovo e crostacei. Tale patologia può
  configurarsi come asma professionale nei pazienti addetti a queste
  lavorazioni. In soggetti sensibilizzati l’inalazione dei vapori di cottura di
  legumi, pesce e crostacei può dare origine a sintomi asmatici.
  
  Anafilassi
  Si tratta di una reazione sistemica grave, un’emergenza medica in cui le
  manifestazioni cliniche possono avere un esito fatale senza un trattamento
  tempestivo e urgente.
  Una particolare forma di anafilassi è quella scatenata dallo sforzo fisico a
  differenti livelli preceduto dall’ingestione di cibo a cui il paziente risulta
  allergico, alimento che senza il successivo sforzo non provoca reazioni.

inserita da: il 22/02/2008

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