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Varie - Il segno di Satana

  Un segno sicuro con cui convalidare un sospetto di stregoneria e una
  confessione era il ritrovamento di un segno, sul corpo del colpevole, che si
  riteneva fosse stato impresso dal demonio stesso. Si credeva vi fossero due
  tipi di segni diabolici:visibili e invisibili. I segni visibili erano ben noti
  e facili da scoprire, poiché essi consistendo in nei, verruche, voglie
  capezzoli in soprannumero e varie macchie o cicatrice dalla forma inusuale o
  anormale. Spogliata completamente la vittima, si esaminava il corpo alla
  ricerca di tali "segni" che determinassero la colpevolezza dell'accusato.
  Tuttavia altra procedura doveva essere usata per quei segni che l'occhio non
  poteva distinguere. Sostenevano che ogni segno diabolico invisibile avesse
  immancabilmente una caratteristica: nel punto preciso in cui si trovava, la
  carne era insensibile al dolore e, quand'anche trafitta con lo strumento più
  acuminato,non sanguinava. Scoperto il segno fatale era inutile procedere oltre
  nel processo: si riteneva l'imputato colpevole senza ombra di dubbio alcuno,
  se il punto trafitto non sanguinava né trasmetteva dolore. Nel suo erudito
  trattato sulla stregoneria, re Giacomo I affermò che la mancata fuoriuscita di
  sangue era un segnale infallibile.
  Pertanto, ogniqualvolta una donna era accusata di stregoneria, le veniva fatta
  la "prova del sangue". Si adoperava un lungo ago sottile e l'identificatore di
  streghe (pagato in genere in base ai risultati) punzecchiava sistematicamente
  tutte le parti del corpo, al fine di scoprire un punto da cui non sgorgasse
  sangue, oppure finché l'imputata tratteneva le grida per mancanza di forza. Di
  solito la prova aveva successo. E aveva successo perché il tormento causato da
  queste continue trafitture era così intenso che, o la donna per farlo
  terminare cessava di dare segni di sofferenza, oppure perché, a causa del
  protrarsi dello stesso, il corpo diveniva insensibile al dolore e la mente
  cadeva in uno stato di stordimento.
  Nell'edizione del 1785 del noto saggio di Beccaria Dei delitti e delle pene,
  c'è un'interessante descrizione di tale processo.
        Nell'anno 1652 una donna di paese di nome Michelle Chaudron che viveva
        nel territorio circostante Ginevra, incontrò, sulla via di ritorno dalla
        città, il diavolo. Il diavolo le dette un bacio, ricevette i suoi omaggi
        e le impresse sul labbro superiore e sul seno destro il segno che è
        solito conferire ai suoi favoriti. Questa impronta del diavolo è un
        piccolo segno sulla pelle che la rende insensibile, come ci assicurano
        tutti i civilisti esperti di demonologia di quei tempi.
        Il diavolo ordinò a Michelle Chaudron di stregare due ragazze. Ella
        obbedì puntualmente al padrone, e i genitori delle due ragazze la
        accusarono di avere a che fare con esso. Di fronte alla criminale, le
        due giovani dichiararono di avvertire un pizzicore continuo in certe
        parti del corpo e di essere possedute.. Vennero convocati alcuni medici,
        o quantomeno alcuni uomini che a quei tempi venivano considerati tali,
        che visitarono le ragazze. Cercarono l'impronta del diavolo sul corpo di
        Michelle, un'impronta che, nel processo verbale, venne chiamata marchio
        satanico. In uno di questi segni infilarono un lungo ago, il che di per
        sé non era una tortura da poco. Dalla ferita sgorgò sangue e Michelle
        dimostrò con le grida che quella parte non era insensibile. Non trovando
        prove sufficienti del fatto che Michelle Chaudron fosse una strega, i
        giudici continuarono a torturarla, ottenendo immancabilmente la prova
        che desideravano. La povera disgraziata, sopraffatta dal tormento, alla
        fine confessò tutto ciò che volevano.
        I medici cercarono di nuovo il marchio di Satana e lo trovarono in un
        piccolo punto nero sulle cosce. Lì infilarono l'ago. La povera creatura,
        sfinita e mezza morta per il dolore della tortura, restò insensibile
        all'ago e non gridò. Fu immediatamente condannata al rogo, ma a questo
        punto, poiché il mondo stava cominciando ad essere un po' più civile, fu
        prima strangolata.

inserita da: il 22/02/2008

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