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Varie - Nevi e dermatoscopia: La mappa dei nevi

I nei, o nevi, sono una malformazione congenita della pelle, cioè presente sin dalla nascita. Ogni persona ha geneticamente programmato, il proprio bagaglio di nei che lo accompagnerà tutta la vita. Queste macchie
però non sono tutte visibili alla nascita, alcune quelle più profonde,
possono venire alla luce solo in un secondo tempo, quindi è possibile che nel corso della vita questi piccoli ammassi cellulari anomali ma benigni,
compaiano all'improvviso.
 I nei possono fare la loro comparsa anche sulle mucose (i tessuti di rivestimento della superficie interna degli organi cavi e dei canali che comunicano con l'esterno, come, ad esempio, la bocca), sulle sclere
(la parte bianca dell'occhio) e sulle unghie.
I nevi più comunemente chiamati nei melanocitari (o nevi nevocellulari) sono raccolte intracutanee di melanociti che clinicamente si manifestano con lesioni in chiazza o nodulari a limiti netti e relativamente stabili nel tempo. Le cellule neviche possono dislocarsi in sede intraepidermica (nevo giunzionale), dermo-epidermica (nevo composto) o intradermica (nevo dermico).
I nei sono, nella maggior parte dei casi, asintomatici e solo raramente vengono avvertiti come "presenza" o notati per le loro dimensioni o in rapporto alla sede.
L'aspetto clinico è polimorfo: se ne distinguono infatti numerose varietà.
Scopo di ogni indagine diagnostica relativa ai nevi è il cercare di individuare il più precocemente possibile la eventuale insorgenza di un melanoma, tumore maligno del neo.
I criteri clinici più sottili per l'individuazione del melanoma maligno sono stati compendiati nella "regola ABCDE": Asimmetria, irregolarità dei Bordi, variazioni del Colore, Dimensioni superiori ai 6 mm, tendenza all'Estensione.
Oggi è di grande aiuto la Microscopia ad Epiluminescenza, chiamata anche dermatoscopia, una tecnica non invasiva di esame microscopico in vivo, in cui la superficie cutanea è illuminata da raggi di luce incidenti obliquamente. L'interposizione di una goccia di olio tra la superficie cutanea in esame ed il vetro del età microscopio, permette di studiare le strutture pigmentate dell'epidermide, della giunzione dermo - epidermica e del derma superficiale. La metodica più accurata ed affidabile
per il controllo dei nei è attualmente la Dermatoscopia. Alcuni studi hanno mostrato come con questa metodica si ottenga un aumento della capacità
di diagnosi precoce del melanoma del 30%, rispetto al solo esame clinico. La dermatoscopia è una tecnica indolore e senza controindicazioni, che utilizza un microscopio posto a contatto della pelle, con cui si ottiene
un’immagine interna del neo ingrandita fino a 10 volte.
Questo consente di vedere degli elementi strutturali particolari,
non apprezzabile ad occhio nudo, in base ai quali si può valutare
il grado di atipia del neo esaminato. La tecnologia migliora
e l’avvento della informatizzazione e dei moderni software
di gestione dati in campo medico, ha consentito un altro passo avanti. Sono stati infatti ideati Videodermatoscopi Digitali Computerizzati che utilizzano una telecamera a fibre ottiche collegata al computer, con
cui è possibile riportare su di un monitor l’immagine clinica e
dermatoscopica dei nei. Il computer permette di creare per
ogni paziente una cartella personalizzata in cui si raccolgono
i dati anamnestici ed una mappa delle lesioni neviche atipiche.
Di ogni neo viene memorizzata l’immagine clinica e dermatoscopica
che sarà così facilmente confrontabile con altre immagini della stessa lesione, raccolte in controlli successivi.
Il computer permette di calcolare un punteggio indicativo della atipia del neo, i suoi diametri e di valutare ogni minimo cambiamento della lesione.
Quando una lesione presenta dei caratteri di atipia la sua asportazione
chirurgica (intervento ambulatoriale), e la conseguente valutazione istologica, rappresentano la soluzione migliore del problema senza sottoporre il paziente ad alcun pericolo.
Alcuni studi hanno evidenziato che nevi  sottoposti a traumi accidentali e/o
ripetuti (cintura dei pantaloni, reggiseno, ecc.) non presentano aumentato
rischio di degenerazione. La frequenza delle visite dipende  dalle caratteristiche personali.
Se si hanno pochi nei ed una pelle olivastra, si possono fare controlli ogni due anni, mentre in presenza di pelle chiara con molti nei, è preferibile
fare controlli annuali. In ogni caso è importante andare subito dallo specialista se si notano cambiamenti, anche minimi di un neo, o la comparsa di una nuova macchia sulla pelle che presenti un’alterazione della regola dell’ABCDE.


I nevi si riscontrano, senza predilezione di sesso, in più del 95% dei soggetti adulti di razza bianca e in una percentuale di poco inferiore nelle altre razze. Esistono peraltro marcate differenze in rapporto all'eta. I nevi sono infatti presenti solo nell'1% dei neonati e la lesione è abitualmente unica o duplice. Dopo la nascita la percentuale dei soggetti colpiti aumenta rapidamente e gli elementi si moltiplicano sino a raggiungere nella vita adulta il numero medio di 15-20 per persona. Questo numero si riduce poi lentamente, ma nuovi nevi possono comparire dopo i 30 anni e raramente anche in persone anziane.
Si discute ancora circa la trasmissione ereditaria dei nevi, anche se in alcuni casi, si osservano lesioni neviche localizzate nelle stesse sedi e con le medesime caratteristiche morfologiche per più generazioni.
La trasformazione di un nevo in un melanoma rappresenta la più grave patologia delle lesioni pigmentate, a causa dell'alto grado di malignità e mortalità di questo tumore. Nell'approccio ad un paziente affetto da nei si deve partire dal presupposto che quasi tutti i nei possono potenzialmente degenerare e trasformarsi in un melanoma.
Esistono dei nevi a maggiore probabilità di trasformazione maligna (nei a rischio) e ciò giustifica l'asportazione chirurgica preventiva di tali lesioni. Si possono perciò asportare i nei congeniti di piccole dimensioni, i nei acquisiti piani o papulosi in rapida crescita, i nei displasici, tutti i nei di aspetto morfologico atipico, soprattutto se comparsi dopo i 30 anni.
E' importante inoltre sensibilizzare la popolazione con campagne di prevenzione, stimolandola ad un autocontrollo ed a sottoporsi a visite dermatologiche di screening.
Se la nostra cute è sede di numerosi nei, è bene rivolgersi al dermatologo per creare una mappa completa della propria pelle, da controllare ogni 6-12 mesi, e segnalargli casi di melanomi avuti in famiglia. Indicare eventuali nuove macchie o nei sospetti allo specialista. Evitare di esporsi al sole dalle ore 11 alle 16. Valutare il proprio fototipo con l'aiuto di uno specialista che proponga la crema solare protettiva adatta. Applicare regolarmente filtri solari secondo il proprio fototipo e ripetere più volte l'applicazione, soprattutto dopo aver fatto il bagno o dopo aver sudato molto. Indossare abiti che coprono il corpo ed il viso quando si è costretti a stare al sole. Evitare dosi in più di raggi ultravioletti, come le lampade abbronzanti, specialmente quando non si è sicuri che le lampade sono controllate e sostituite regolarmente.  Proteggere i bambini dal sole.

inserita da: il 26/02/2008

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