03/08/2008 - Congresso internazionale di dermatologia plastica: dermocosmetologia e inve...

10/05/2008 - Come diagnosticare e trattare le onicomicosiIl corso è rivolto ai medici sp...

05/05/2008 - IV corso di dermatopatologia al microscopio multivisione IL CORSO CONSISTE...

 
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z

Acromie cutenee
Allergie da farmaci
Eczema
Ghiandole sebacee
Infezioni batteriche
Infezioni fungine
Infezioni virali
Lichen
Linfomi
Mal.Ematologiche
Mal.Endocrine
Mal.Fotoindotte
Mal.Genetiche
Mal.Immunitarie
Mal.Metaboliche
Mal.Mucose
Mal.Nutrizionali
Mal.Parassitarie
Mal.sess.trasmesse
Malattie dei peli
Malattie vascolari
Melanoma
Pigmentazioni cut.
Precancerosi
Psicosomatosi
Psoriasi e ittiosi
Tumori benigni
Tumori maligni
Unghie malattie
Varie

Melanoma - Melanoma: fattori di rischio

Il melanoma è un tumore cutaneo maligno caratterizzato da un’elevatissma propensione alla metastasi, ovvero alla diffusione delle cellule maligne a tutti i tessuti dell’organismo. Esso origina dalle cellule che producono il pigmento e da cui il tumore prende il nome, i melanociti appunto.
Epidemiologia

Il melanoma è un tumore sempre più comune al giorno d’oggi. La frequenza con cui questo tumore si presenta nella popolazione generale è in costante aumento. Attualmente la sua incidenza in Europa è in media di circa 12 casi/100.000 abitanti mentre in alcune regioni del mondo è molto più alta: in Australia ad esempio supera i 40 casi/100.000 abitanti, e ciò è dovuto sia a motivi geografici che genetici. 

L’incidenza di questo tipo di tumore è, da sempre, leggermente più alta nella donna rispetto all’uomo, tuttavia la donna mostra una prognosi migliore rispetto all’uomo in termini di sopravvivenza. Nella donna di età compesa tra i 25-29 anni rappresenta addirittura il primo tumore per frequenza mentre è al secondo posto, dopo quello mammario, nelle donne tra i 30 e 34 anni di età.

Vi sono differenze tra i due sessi anche per ciò che riguarda le sedi di insorgenza del tumore: nella donna infatti sono più spesso coinvolti le gambe ed il volto, mentre il tronco è la sede più colpita negli uomini.   

Il melanoma è un tumore che normalmente colpisce il soggetto adulto. Solo lo 0,4% dei melanomi insorge entro la pubertà mentre nel 2% dei casi si manifesta entro i 30 anni.

 

I fattori di rischio

I fattori di rischio riconosciuti per l’insorgenza del melanoma maligno sono molteplici (familiarità per melanoma, fototipo cutaneo chiaro, presenza di un nevo congenito gigante, precedente diagnosi di melanoma, uno stato di immunodeficienza ecc..) (vedi i fattori di rischio primari in tabella 1), tuttavia i due fattori meglio stabiliti per la popolazione generale risultano essere l’eccessiva esposizione solare e le ustioni cutanee (anche se ciò non giustifica ovviamente la comparsa del melanoma a livello delle mucose, evento non raro). In particolare le ustioni cutanee che si verificano durante l’infanzia risultano essere estremamente pericolose per l’insorgenza del melanoma maligno nella successiva età adulta.

Per ciò che riguarda invece l’esposizione solare è ovvio che, durante il periodo estivo, le fasce orarie per l’esposizione solare da sempre raccomandate alle mamme per i loro piccoli dovrebbero essere rigorosamente rispettate: mai esporre i bambini al sole nell’intervallo di tempo che corre tra le 11.00 a.m. e le 16.00 p.m. e, nei periodi di tempo consentiti, utilizzare sempre creme con fattore di protezione solare massimo o comunque altissimo, eventualmente indossare una maglietta in cotone, occhiali e cappellino nei giorni particolarmente assolati. Tali regole non solo dovrebbero essere seguite pedissequamente per il soggetto in età pediatrica ma dovrebbero essere fortemente raccomandate anche nel soggetto adulto. Un’esposizione di questo tipo, cioè controllata, consente comunque ai raggi solari di raggiungere la superficie cutanea ed agire positivamente sul metabolismo osseo, favorendo la crescita del bambino e aiutando in parte la donna giovane-adulta a prevenire un’eventuale osteoporosi in età matura.

      Il melanoma tende quindi ad insorgere più spesso su una cute che ha subito un fotodanneggiamento acuto, un’ustione, su una cute chiara, ma anche sulla cute del soggetto con predisposizione genetica a manifestare una lesione di questo tipo, oppure nel soggetto portatore di numerosi nei.

    

      La regola dell’ABCDE

      Nel 60% dei pazienti i melanomi si sviluppano su una cute clinicamente normale. Poiché la maggior parte soggetti non sviluppa nuovi nei melanocitari durante l’età adulta, qualora una tale eventualità si presentasse, il paziente dovrebbe subito rivolgersi al medico dermatologo per la valutazione clinica ed eventualmente strumentale (tramite osserevazione in epiluminescenza ad esempio) del nuovo neo insorto. La restante percentuale dei melanomi origina da nei preesistenti. I nei che fungono da precursori possono essere sia piccoli nei congeniti, nei displastici oppure piccoli nei comuni. In questi casi è importante che il paziente si accorga delle modificazioni cliniche che accompagnano sempre la trasformazione in senso neoplastico a cui il neo è andato incontro. Tali modificazioni sono state da tempo codificate dalla ormai ben nota regola dell’ABCDE (vedi figura 1). Tale regola include la comparsa di Asimmetria nell’ambito della lesione nevica, di Bordi irregolari, la modificazione del Colore del neo, un aumento improvviso delle Dimensioni e la cosiddetta Evolutività: la lesione non appare statica ma, continuamente in seno ad essa si presentano eritema, essudazione, sanguinamento con successiva formazione di crosticine, cambiamenti sulla superficie del neo, avvertibili al tatto.

    

      Conclusioni

      In passato era comune che i pazienti, non ancora educati ad un costante autoesame della pelle, ignorassero la comparsa di nuove lesioni neviche fino al momento in cui si manifestavano segni evidenti della loro natura aggressiva come un aumento rapido delle loro dimensioni o il sanguinamento o il prurito. Spesso tali lesioni venivano sottoposte al giudizio del medico quando erano in uno stadio talmente avanzato che la loro metastasi era un evento facilmente prevedibile. Oggi, grazie alle numerose campagne di prevenzione e i tentativi di screening nelle popolazioni ad alto rischio, la maggior parte dei melanomi viene riconosciuta e trattata sempre più precocemente, consentendo la completa guarigione del paziente.

inserita da: Prof.ssa ANNAMARIA OFFIDANI il 09/03/2008

Torna Indietro

     
 
Sei un ricercatore ? Sei un medico ?
Vuoi collaborare scrivendo un articolo su
Dermatologia Genitale ?
Entra nell'area editori.
 
Inserisci il tuo indirizzo e-mail, per ricevere gli aggiornamenti di Dermatologia Genitale.

® 2007 Dermatologia Genitale. Tutti i diritti sono riservati.