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Mal.Parassitarie - Echinococcosi policistica

L'echinococcosi (o idatidosi) policistica è un tipo di echinococcosi, quindi un'antropo-zoonosi parassitaria, causata dalla forma larvale di due specie di Echinococcus: Echinococcus vogeli ed Echinococcus oligarthrus. Viene detta anche echinococcosi neotropicale.

Eziologia

Echinococcus vogeli e Echinococcus oligarthrus sono cestodi, ossia piccole tenie: il primo è lungo dai 4 ai 5 mm, il secondo dai 2 ai 3. Sono costituiti dallo scolice, con ventose e rostello di uncini, dal collo e da una quantità di proglottidi; dalle proglottidi gravide si liberano le uova. Essendo ermafroditi, ogni proglottide è dotata di un apparato genitale maschile e di uno femminile, tale da autofecondarsi. Le uova, del diametro di 30-40 μm, contengono ciascuna un embrione esacanto (oncosfera), e vengono eliminate con le feci dell’animale infestato.

Epidemiologia

La malattia è presente esclusivamente nelle aree silvestri dell’America Latina, soprattutto in Amazzonia. L'Echinococcus vogeli ha un ciclo principalmente selvatico e include cani selvatici e domestici come ospiti definitivi, assieme a roditori sudamericani detti "paca" come ospiti intermedi della forma larvale. Gli ospiti definitivi dell'Echinococcus oligarthrus sono i felini selvatici (coguari, giaguari, ocelot).

Patogenesi e anatomia patologica

Le larve dei cestodi formano strutture policistiche, ripiene di liquido, che tendono a organizzarsi in conglomerati multiconcamerati e a invadere i tessuti, principalmente il fegato, ma anche altri organi addominali e toracici. Dalla vescicola primitiva si sviluppano altre vescicole, che proliferano al di fuori della membrana esterna, alla quale restano adese. La proliferazione esogena delle vescicole è una caratteristica unica dell’echinococcosi policistica. Successivamente, dalla membrana germinativa all’interno delle vescicole si ha una proliferazione di cisti figlie, dalle quali si formano le capsule proligere che contengono i protoscolici.

Clinica

  • Forma addominale

La malattia clinicamente si presenta come una massa dolente in ipocondrio, associata a ittero, epatomegalia, astenia, calo ponderale: possono aversi complicanze suppurative (ascessi epatici, colangiti), ipertensione portale o fistolizzazioni in organi vicini.

  • Forma oculare

In letteratura sono riportati solo due casi di interessamento oculare, entrambi attribuiti a Echinococcus oligarthrus. In un caso si presentava come una massa cistica ovoidale, monolaterale, retro-bulbare, di 2cm circa di diametro. La cisti era localizzata nella porzione postero-temporale dell’orbita sinistra di un bimbo proveniente dal Suriname: era esordita con una congiuntivite ed era evoluta con comparsa di esoftalmo, chemosi, ptosi palpebrale e calo del visus. Il primo caso di echinococcosi da E.oligarthrus, a localizzazione oculare, era stato segnalato in un paziente venezuelano, con una cisti in sede retrobulbare.

Diagnosi

La diagnosi definitiva è anatomo-patologica e parassitologica: l'E.vogeli si riconosce per la caratteristica forma e le dimensioni degli uncini dei protoscolici. La tomografia computerizzata delle forme epatiche mostra la presenza di una massa policistica con calcificazioni interne. In letteratura non sono pubblicati lavori su reperti ecografici di echinococcosi policistica, ma non c'è motivo di pensare che l'ecografia non si possa impiegare con successo nella diagnosi della malattia.

Prognosi

L’evoluzione della malattia è per lo più benigna, a volte spontanea.

Terapia

La terapia è chirurgica: nei casi inoperabili si possono impiegare i farmaci benzimidazolici (mebendazolo e albendazolo). Il trattamento con albendazolo, per 6 mesi, può portare a completa guarigione.

inserita da: il 31/03/2008

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