03/08/2008 - Congresso internazionale di dermatologia plastica: dermocosmetologia e inve...

10/05/2008 - Come diagnosticare e trattare le onicomicosiIl corso è rivolto ai medici sp...

05/05/2008 - IV corso di dermatopatologia al microscopio multivisione IL CORSO CONSISTE...

 
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z

Acromie cutenee
Allergie da farmaci
Eczema
Ghiandole sebacee
Infezioni batteriche
Infezioni fungine
Infezioni virali
Lichen
Linfomi
Mal.Ematologiche
Mal.Endocrine
Mal.Fotoindotte
Mal.Genetiche
Mal.Immunitarie
Mal.Metaboliche
Mal.Mucose
Mal.Nutrizionali
Mal.Parassitarie
Mal.sess.trasmesse
Malattie dei peli
Malattie vascolari
Melanoma
Pigmentazioni cut.
Precancerosi
Psicosomatosi
Psoriasi e ittiosi
Tumori benigni
Tumori maligni
Unghie malattie
Varie

Infezioni batteriche - Meningite

La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono l'encefalo, principalmente pia madre ed aracnoide, e del liquido cerebro-spinale (liquor). La causa può essere infettiva (batteri, virus, miceti, parassiti) o anche un agente chimico o fisico. È possibile anche che una risposta flogistica meningea venga in risposta ad una invasione da parte di neoplasie o nel corso di malattie autoimmuni.

Si riconosce la meningite acuta e la meningite cronica: è definita acuta se il quadro clinico si completa nell'arco di ore o giorni, mentre è cronica quella con sintomatologia che si protrae per settimane o mesi. La mortalità varia chiaramente in rapporto all'agente infettante e in generale la forma virale è più benigna, mentre quella batterica ha mortalità significativamente maggiore.

Oltre a mettere a rischio la vita, la meningite può causare gravi sequele neurologiche: la forma da Haemophilus influenzae tipo B ha mortalità molto bassa ma causa deficit intellettivi in oltre il 30% dei bambini colpiti, mentre la meningite pneumococcica, gravata da alto tasso di letalità, solo raramente lascia esiti nei sopravvissuti.

Eziopatogenesi

I microorganismi per causare meningite devono penetrare nello spazio subaracnoideo e per farlo hanno quattro modalità principali:

  • penetrazione diretta dall'esterno (dopo chirurgia, traumi, etc.);
  • da focolai infettivi vicini (foruncolo ala del naso, otiti, osteomieliti vertebrali, etc.);
  • disseminazione ematogena, modalità più comune (da focolai polmonari o altrove in seguito a batteriemia);
  • via linfatica perivenosa, direttamente dalle cavità nasali (solo le meningite da amebe).

Sintomatologia

Come già detto sopra, si distingue la meningite acuta, con sintomi esorditi da meno di 24 ore, rapidamente ingravescenti, da quella cronica con sintomi presenti da molto più tempo e meno esplosivi. Il quadro clinico varia molto in base all'età ed in particolare può essere molto atipico alle età estreme della vita. La sintomatologia tipica nell'adulto è costituita da:

Possono poi essere presenti crisi convulsive generalizzate, deficit di nervi cranici e raramente segni di lesione piramidale.

Un paziente con meningite è estremamente sofferente, iperestesico, e a volte assume a letto la posizione a "cane di fucile", in decubito laterale con ginocchia flesse e capo iperesteso.

Chiaramente poi ci sono i segni della malattia di base, batterica o virale di cui la meningite può essere una complicanza: nella forma meningococcica si associa un quadro di setticemia, con alterazioni della coagulazione, petecchie, emorragie; la forma da Hemofilus influenzae fa spesso seguito a otite purulenta; nelle forme croniche spesso sono più rilevanti i segni di ipertensione endocranica.

Nell'anziano il tutto è spesso molto sfumato: febbre scarsa, così come i segni meningei, mentre può essere importante l'alterazione di coscienza.

Tipologia

Meningiti a liquor limpido (Forma virale)

La forma virale è la più lieve, facilmente curabile da 7 a 10 giorni circa, causata da patogeni virali. Per avere la meningite virale bisogna avere i linfociti al di sopra della media, le proteine leggermente alte e il glucosio è a livelli normali. I sintomi sono forti giramenti di testa, febbre alta, rigidità del collo e vomito improvviso indipendentemente dal cibo assunto. Non è necessario il ricovero ospedaliero, e il paziente viene curato con degli analgesici, degli antipiretici e viene tenuto in luoghi preferibilmente poco illuminati.

Le forme a liquor limpido comprendono anche alcune infezioni da batteri (dette anche da schizomiceti) :

Meningiti a liquor torbido (Forma batterica)

La meningite batterica si presenta con il livello del glucosio ridotto al di sotto di 40mg/dl, mentre le proteine aumentano oltre 80-100mg/dl. Per accertare la presenza di patogeni di natura batterica si analizzano i campioni di liquor con la colorazione di Gram, la probabilità di trovare i microrganismi dipende dalla concentrazione batterica nel liquor: nel 70-85%, dei casi di pazienti malati, l'esito è positivo. La cura è diversa per ogni tipo di meningite, la terapia più comune è quella antibiotica. La durata del trattamento può variare da 7 giorni a 3 settimane, ma certi casi possono richiedere tempi più lunghi.

Le forme batteriche comprendono:

  • Meningite da Neisseria meningitidis
  • Meningite da Haemophilus influenzae era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In caso di meningite da Hib, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.
  • Meningite pneumococcica è, dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della meningite. Oltre alla meningite, può causare polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria e può trovarsi nelle prime vie respiratorie senza causare alcuna malattia. Esistono molti tipi diversi di pneumococco. Le meningiti da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica di chi è stato in contatto con un caso
  • Meningite stafilococcica
  • Meningite da Pseudomonas aeruginosa
  • Meningite da L. monocytogenes

Diagnosi

Come per tutte le malattie il primo passo per la diagnosi è sospettarla, ed in questo il quadro clinico e l'anamnesi hanno ruolo centrale.

L'esame cardine della diagnostica è l'analisi del liquor, con analisi citochimica e colturale. Fondamentale in presenza di edema della papilla o segni di lato eseguire una TAC o RM del cranio per escludere una lesione spazio-occupante, nel qual caso eseguire la rachicentesi è controindicato.il malato presenta anche una febbre elevata.

Sono tre le tipologie di liquor di fronte a cui ci si trova in genere (ma se il paziente è anziano o ha assunto antibiotici il quadro laboratoristico può essere confondente):

  • meningite virale: liquor limpido, incolore, a pressione moderatamente aumentata, con cellularità aumentata sino a circa 500/mm³ e prevalentemente mononucleati, proteinoracchia sino a 1 grammo/l e glicoracchia normale;
  • meningite batterica: liquor torbido, a pressione molto aumentata così come la cellularità (anche 5-10 mila cellule/mm³), prevelentemente polimorfonucleati, spesso si evidenziano batteri, la proteinoracchia è molto alta e la glicorachia molto bassa;
  • meningite subacuta di varia eziologia: liquor incolore, pressione aumentata, cellularità mediamente aumentata, composta da mononucleati, a volte si evidenziano batteri (con la colorazione di Ziehl-Neelsen), la proteinoracchia è aumentata e la glicoracchia ridotta.

Come già detto, i pazienti anziani, con recente terapia antibiotica, immunodepressi o altrimenti defedati, possono avere quadri liquorali anche molto diversi. L'esame del liquor consente di impostare una terapia iniziale e l'esito della coltura batterica fornisce poi l'indicazione per una terapia più mirata, se disponibile.

Terapia

Per quanto riguarda la meningite batterica, la terapia più adeguata risulta essere quella antibiotica. È molto importante anche sottoporre a profilassi tutte le persone che sono state a stretto contatto col malato, visto che la meningite è una patologia alquanto contagiosa e pericolosa.

Meningite batterica acuta

I batteri che sono più frequente causa di meningite sono tre:

  • Neisseria meningitidis (meningococco) è un ospite frequente delle prime vie respiratorie. È stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Dal 2 al 30% della popolazione sana alberga meningococchi nel naso e nella gola senza presentare alcun sintomo, e questa presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. La trasmissione del germe avviene per via respiratoria, e il rischio di sviluppare la malattia sembra essere maggiore in persone che hanno acquisito l’infezione da poco, rispetto a chi invece è portatore da più tempo.

Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo 5 (denominati A, B, C, W 135 e Y) causano meningite e altre malattie gravi. In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. In particolare, vengono definiti come contatti stretti di un malato:

  1. i conviventi
  2. chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del paziente
  3. le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti)
  4. i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

Inoltre, la sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente

  • Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è, dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della meningite. Oltre alla meningite, può causare polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria e può trovarsi nelle prime vie respiratorie senza causare alcuna malattia. Esistono molti tipi diversi di pneumococco. Le meningiti da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica di chi è stato in contatto con un caso
  • Haemophilus influenzae tipo b (emofilo o Hib) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In caso di meningite da Hib, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

Meningite virale acuta

Per quanto riguarda la meningite virale, gli agenti più frequenti sono herpes virus ed enterovirus. La meningite di origine fungina si manifesta invece soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria, come per esempio i malati di Aids, e può rappresentare comunque un pericolo per la vita.

Meningite nel neonato

Sul fronte della lotta al meningococco, sono attualmente disponibili vaccini polisaccaridici contro i sierogruppi A, C, Y e W 135, che però forniscono una protezione di breve durata ai soli soggetti di età maggiore di 2 anni. Non esistono ancora vaccini per prevenire le meningiti da meningococco sierogruppo B ma ci sono vaccini “coniugati” contro il gruppo C, efficaci già nel primo anno di vita, che inducono una protezione persistente. In alcuni Paesi a elevata incidenza è stata introdotta la vaccinazione per tutti i nuovi nati.

Nei neonati alcuni dei sintomi sopra elencati non sono molto evidenti. Invece, può esserci un pianto continuo, irritabilità e sonnolenza al di sopra della norma, e scarso appetito. A volte si nota l'ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le fontanelle), che può essere palpato facilmente.

inserita da: il 07/04/2008

Torna Indietro

     
 
Sei un ricercatore ? Sei un medico ?
Vuoi collaborare scrivendo un articolo su
Dermatologia Genitale ?
Entra nell'area editori.
 
Inserisci il tuo indirizzo e-mail, per ricevere gli aggiornamenti di Dermatologia Genitale.

® 2007 Dermatologia Genitale. Tutti i diritti sono riservati.