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Infezioni batteriche - INFEZIONI BATTERICHE, ENDOMETRITE E PIOMETRA

Il fattore patologico che più comunemente determina una mancata gravidanza è lo stato dell’utero.
Mutamenti dell’ambiente uterino danno origine a tutte una serie di problematiche che principalmente determinano o la morte degli spermatozoi, o non permettono l’annidamento degli ovociti. Tali mutamenti sono principalmente causati da infezioni batteriche favorite soprattutto dallo stimolo dato dal progesterone.
Il progesterone, ormone necessario per la gravidanza, provoca dei mutamenti alle mucose dell’utero ed abbassa la resistenza alle infezioni batteriche. A prescindere dalla pulizia della cagna vi è un continuo apporto di batteri di origine soprattutto fecale, causato dal movimento di seduta della femmina. Nel periodo estrale attraverso la cervice, normalmente aperta per lasciare passare lo sperma, passano anche questi batteri che entrano nell’utero. 

Mentre nella specie umana, la posizione degli organi riproduttivi femminili, in rapporto alla forza di gravità limita notevolmente l’incidenza di queste infezioni, l’anatomia del cane invece le favorisce. E’ ragionevole affermare che in situazioni di infezioni alla vagina (vaginite a stadi più o meno importanti) l‘infezione stessa risalirà la cervice dando origine a fenomeni di endometrite o di piometra. 

Gli organismi che troveremo in una coltura batterica cervicale saranno:

  • streptococchi;
  • escherichia coli;
  • stafilococco aureas;
  • salmonella;
  • campylobacteri;
  • ecc.

In una infezione batterica potremmo trovare lo sviluppo anomalo di un solo batterio o di un mix di batteri, che normalmente ospitati nel tratto vaginale, diventano patogeni  per anomala proliferazione. Cosicchè, se lo sviluppo dei feti non può essere letteralmente attaccato dai batteri presenti in utero, i batteri possono contribuire al deterioramento dell’ambiente uterino.
D’altro canto se con l’uso degli antibiotici ad ampio spettro pur non pensando di ripulire la mucosa vaginale ed uterina, possiamo comunque tenerne sotto controllo la proliferazione, in modo che non interferiscano col concepimento e la gestazione

Una elevata attenzione deve essere poi riservata alla valutazione della presenza del micoplasma, responsabile in alcuni casi di sterilità.
Normalmente presente nel tratto riproduttivo non è però desiderabile , ed anche una moderata presenza si ritiene sia dannosa. 

L’endometrite 

L’endometrite è uno stato infiammatorio dell’utero causato, come abbiamo detto, dall’interazione del progesterone e da una popolazione batterica particolarmente consistente.Per la normalizzazione delle mucose uterine occorrono circa 6-8 mesi (il tempo corretto che dovrebbe intercorrere tra un calore ed il calore successivo).
Cicli estrali più corti, per esempio di 4 mesi, danno una probabilità più alta di infezione ed infiammazioni croniche a carico della mucosa dell’utero.
La sommatoria di tali circostanze porta ad un inspessimento dell’endometrio, situazione che si aggrava con l’invecchiamento della femmina affetta da tale problema.
I fattori che inducono la mucosa dell’utero a divenire un luogo assolutamente inadatto per ospitare dei feti sono l’infiammazione e lo stimolo continuo alla crescita della mucosa uterina 

La Piometra 

Se l’endometrite è un utero infiammato, la piometra è lo stato purulento di tale infiammazione: Pyometritis (Greco: Pyo = "pus" e Metritis = "infiammazione dell'utero"). 

L’iter della patologia è molto semplice:la vagina assiste ad una anomala proliferazione batterica  (principalmente a causa dell’azione del progesterone);

  • i batteri presenti oltrepassano la cervice e risalgono nell’utero;
  • la cervice si chiude alla fine del periodo estrale;
  • i batteri proliferano nell’utero dando origine all’aumento del volume dell’organo riempito da pus 

I sintomi della piometrite variano a seconda dell’evoluzione dell’infezione.

Le femmine con una iniziale piometra non daranno segni particolarmente evidenti, se non una certa depressione, una leggera diminuzione di peso, o un moderato aumento della sete. All’aggravarsi dell’infezione i sintomi diventeranno

  • chiari e con:febbre;
  • debolezza;
  • scarico vaginale denso e purulento (se la cervice è aperta);
  • vomito (con successiva disidratazione)
  • riduzione della pressione sanguigna (con conseguente malfunzionamento dei reni);
  • aumento della sete;
  • addome soventemente ingrandito (a causa del volume acquisito dall’utero) 

Per una corretta valutazione di tali sintomi sarà necessario effettuare una conta dei globuli bianchi dopo tre settimane dal calore, sia stata la femmina accoppiata o meno. 

 Stato infettivo   N° minimo globuli bianchi  N° massimo globuli bianchi

Stato normale (non infezione)

7000/ul

12000/ul

Moderata infezione (vaginite o endometrite)

12000 /ul

30000/ul

Infezione grave 

30000/ul

60000/ul e più

Al fine di comprendere se i batteri presenti avranno probabilità di causare vaginite, endometrite, o piometra, è opportuno effettuare in concomitanza coi prelievi  per il monitoraggio della femmina un conteggio dei globuli bianchi, i quali se non risulteranno in numero normale potranno indicare una potenziale situazione infettiva.
Per determinare anticipatamente se siamo in presenza di una infezione batterica si potrà altresì effettuare una coltura sul materiale estratto con un tampone vaginale, in corrispondenza della cervice.
Estrema attenzione deve essere usata durante il prelievo che deve avvenire vicino alla cervice e non essere inquinato dai batteri presenti in corrispondenza della vulva. 

Attenzione: il normale striscio colpocitologico che si effettua per il monitoraggio del calore non ha nessuna relazione con la coltura batterica cervicale.

Una infezione di media entità sarà curabile in 4-7 giorni, riportando il numero di batteri sotto la sogli di allarme. Tali situazioni infettive sono riscontrabili anche in femmine giovani.
In presenza di piometra il trattamento farmacologico con  prostaglandina permette di aprire la cervice al fine di svuotare l’utero dal pus , ed una concomitante terapia antibiotica permette di combattere l’infezione. 

L’85% delle femmine affette da piometra se trattate in modo corretto possono tornare ad una fertilità normale.
Sfortunatamente è da prendere in considerazione, in casi gravi, l’asportazione dell’utero nella femmina.

inserita da: il 10/04/2008

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